Le recensioni

 

Dal 22 novembre al 18 dicembre 2011. Angosce e visioni del futuro di matrice letteraria e cinematografica prendono corpo in un intenso lavoro di Antonio Sanna che dimostra la forza e la contemporaneità della drammaturgia italiana.

Continua qui


Dal 17 febbraio al 20 marzo 2011. “Infinito futuro”, liberamente tratto da “1984” di Orwell, propone un’ambientazione evocativa di un mondo post-contemporaneo dominato dall’occhio del grande fratello, dalla dittatura di un pensiero relativista, ove tutto è possibile, tutto è vero poiché nulla è libero ma tutto imposto sotto la falsa identità della vastità di scelte offerte a chi in realtà non può più scegliere; ove i sentimenti e l’individualità sono stati cancellati in nome di un uomo funzionale, essenziale che diviene quasi automa, robot che risponde solo ad impulsi primari. Un uomo che ha perso la sua natura di uomo.

Continua qui

 

In una società del futuro esseri umani, privati della facoltà di pensiero, abitano il nostro stesso spazio, siedono vicino a noi e rappresentano le nostre ipotetiche vite.
Gli attori raccontano di una dittatura travestita da liberalismo, che nella molteplicità delle possibili scelte cerca la sua forza e trova il suo limite. “Una società in cui la verità viene non imposta, ma nascosta sotto cumuli di opinioni, versioni, informazioni inutili; una società in cui anche l’informazione e la cultura sono sottoposte alla logica del consumo, come pure i rapporti fra le persone; una società che si considera libera, anzi la più libera, perché offre tavole con cibi infiniti per abbuffate coatte, perché la sua produzione di parole e di merci è in continua frenetica crescita in una proiezione di futuro infinito che sogna la prima civiltà immortale”.

Continua qui